Questo sito nasce il 17/5/2010 da un'assemblea del comitato genitori della scuola media ed elementare di rogoredo

Con la diminuzione dell'organico a disposizione della scuola di Rogoredo, a partire dall'anno scolastico 2010/2011, iniziando dalle nuove classi di prima elementare, il tempo pieno, così come lo conosciamo, non sarà più garantito a tutti.

Nell'ultima assemblea del comitato genitori della media e della elementare è emersa la volontà, da parte dei genitori presenti, di opporsi a questa situazione e di promuovere, attraverso questo sito, e non solo, iniziative utili a sensibilizzare le istituzioni responsabili di questo cambiamento.

Per la vita delle famiglie sarà, in molti casi, una rivoluzione con molti aspetti negativi.

Siccome la problematica è comune a tutte le scuole di Milano, la prima "mossa" sarà quella di partecipare ad un incontro organizzato da RETE SCUOLE per discutere quali strade percorrere allo scopo di  amplificare il NO alla rinuncia del tempo pieno.  

LETTERA ANCI (ASS.NAZ.COMUNI ITALIANI) DELLA LOMBARDIA AL GOV. FORMIGONI E AL MIN. GELMINI

Il presidente del dipartimento istruzione ha inviato una lettera al ministro Gelmini e al presidente Formigoni spiegando la difficile situazione dei comuni lombardi

[04-06-2010]

“I motivi di preoccupazione sono molti: da una parte assistiamo all’aumento

della domanda di servizi scolastici, dovuta al maggior numero di iscrizioni

pervenute e all’incremento di domande di tempo scuola “lungo”, dall’altra la

manovra economica recentemente assunta dal Governo indebolisce ulteriormente

il sistema delle autonomie locali”. Lo dice il presidente del dipartimento Istruzione

di Anci Lombardia Pierfranco Maffè, in una lettera indirizzata al Ministro

dell’Istruzione Mariastella Gelmini e al Presidente della Regione Lombardia Roberto

Formigoni. “I tagli – spiega Maffè nella missiva – creano difficoltà agli enti della

nostra regione, da sempre disponibili a sostenere le scuole e l’ampliamento

dell’offerta formativa e di servizi da queste programmati. Ma non si possono

tagliare in questo modo le risorse ai Comuni e poi aspettarsi che i Sindaci

sopperiscano comunque alle carenze del sistema della Pubblica Istruzione:

con tutta la buona volontà, oggi questo non ci è più possibile”.


Maffè nella lettera poi sottolinea che “per quanto riguarda la scuola dell’infanzia,

non si tratta di modificare modelli organizzativi consolidati, come per il tempo

pieno o prolungato, ma di garantire o meno il servizio alle famiglie che lo

hanno richiesto. Visto l’aumento della popolazione scolastica, si ritiene

indispensabile, per la Lombardia, l’assegnazione di risorse aggiuntive”.

Ed aggiunge:  “Il momento è difficile per tutti, ma non possono essere le

fasce più deboli della popolazione a pagare il prezzo della crisi, né può essere

il comparto delle amministrazioni comunali, da anni impegnate in un percorso

virtuoso di contenimento della spesa pubblica, con risultati positivi e

documentabili, a dover ulteriormente subire riduzioni”.

Infine per Maffè “si comprende la necessità di contenere la spesa e di ridurre

gli sprechi, ma i dati a disposizione confermano che in Lombardia i Comuni

hanno sempre fatto il possibile per raggiungere gli obiettivi e giustamente

ora rivendicano il diritto di chiedere al Governo interventi mirati e risorse

aggiuntive per chi può dimostrare l’inesistenza di sprechi”. Anci Lombardia

comunica inoltre che il 16 e 30 giugno terrà due seminari dove si “potranno

individuare con le istituzioni elementi utili a soddisfare le esigenze relative a servizi essenziali, non superflui”.

Il 3 giugno 2010 si è svolto il presidio, pacifico, presso il provveditorato di Milano. La partecipazione ha coinvolto centinaia tra genitori e insegnanti che hanno fatto sentire il loro dissenso contro lo "svuotamento" progressivo della scuola pubblica per pure questioni economiche.

Vedete qui sotto riportato uno dei pochi spazi riservato all'evento dalla stampa e un servizio andato in onda sul tg3 nazionale del 4 giugno 2010 oltre ad un video di rete scuola che racconta il presidio.

da Vivimilano/Corriere

 

LA DENUNCIA: Penalizzata la scuola pubblica, mentre crescono i finanziamenti alle private

Tagli scuola, insegnanti e genitori occupano ufficio del Provveditorato

La protesta simbolica organizzata da ReteScuole: «A rischio il tempo pieno e il tempo pieno di qualità»

 

MILANO - Gli insegnanti e genitori delle scuole primarie milanesi, coordinati da ReteScuole, hanno occupato simbolicamente l'Ufficio scolastico provinciale in via Ripamonti a Milano. Circa venti persone, come riferiscono i promotori dell'iniziativa, hanno preso possesso degli uffici al primo piano dell'edificio e in particolare della sala riunione del provveditore provinciale Giuliana Pupazzoni, da dove hanno esposto gli striscioni «Occupiamoci di scuola» e «No ai tagli». La protesta di ReteScuole nasce proprio dal «rifiuto dei tagli che quest'anno colpiranno in maniera forte la scuola pubblica - spiega Paolo Limonta, insegnante che fa parte dell'associazione - minando alla radice, ad esempio, la possibilità del tempo pieno e di un tempo pieno di qualità, di cui ha bisogno il 95% delle famiglie milanesi. Dopo che hanno tagliato 706 insegnanti elementari, questo gioiello è stato rovinato». «Con la riforma impariamo solo le sottrazioni», ironizza un cartellone sui «tagli». E su un altro, esposto da una mamma, si legge: «Pre-occupiamo-ci per la scuola dei nostri figli».

 

NUOVE PROTESTE - Le venti persone all'interno della struttura di via Ripamonti sono state poi raggiunte da altri manifestanti per una conferenza stampa nel pomeriggio. Alcuni simpatizzanti indossavano T-shirt con la scritta «7°: non rubateci il diritto alla buona scuola». «Sono insegnanti, genitori e alunni delle scuole di Milano e Provincia, oltre ai collettivi delle superiori», ha detto Limonta, che ha poi spiegato: «Abbiamo elevato il livello della protesta contro i tagli alla scuola pubblica, mentre crescono i finanziamenti alle private. Per questo - conclude - continueremo le nostre iniziative di denuncia, per poi riprenderle a settembre». Annunciato un nuovo presidio per l'ultimo giorno di scuola, l'11 giugno, e per il primo, a settembre. Lo slogan di ReteScuole, ormai famoso, è sempre quello: «Si stancheranno prima loro».

 

Redazione online

RESOCONTO RIUNIONE CON IL PRESIDE DEL 27 MAGGIO 2010

C'è stata la riunione tra preside della scuola di Rogoredo e genitori delle future prime.

Il preside ha comunicato che dal prossimo anno 2 prime su 4 saranno a tempo normale, ossia che il mercoledì e il venerdì 2 classi usciranno alle 12,30.
Per il mercoledì ha proposto di affidarli a una cooperativa (pagata da chi, ancora non si sa) per tenerli fino alle 16,30.
Per il venerdì non c'è stato niente da fare: a chi capita deve venire a ritirare il bimbo alle 12,30!

Si parla di 75 bambini, quindi sono state avanzate dai genitori alcune proposte, come:

  • ridurre da 4 a 3 il numero di classi
  • ripartire le ore su tutte e 4 le cassi con uscita alle 15,30 per tutti
  • utilizzare altre insegnanti con ore a disposizione per non creare classi di serie A e classi di serie B

 

Non c'è stato niente da fare.
Il preside ha affermato che dal punto di vista didatico non ci sarà differenza tra il tempo pieno e il modulo, perchè secondo lui la scuola ideale è di 24 ore settimanali.

 

Alle varie obiezioni sul fatto che a i bambini con il tempo normale il lunedì, il martedì e il giovedì con il modulo verrebbero a fare 7 ore piene di lezione perchè la pausa pranzo verrebbe ridotta a 1 ora non ha voluto rispondere.

 

Insomma le soluzioni alternative che resterebbero per avere il tempo pieno sono il cambio di istituto per i propri figli o mobilitarsi in questo poco tempo che rimane da qui all'inizio del prossimo anno scolastico. 



Insomma: prepariamoci a un ritorno al passato, anche perchè i tagli alla scuola sono appena iniziati e lo scopo finale è quello di arrivare a 1 insegnante per classe, come era una volta.

Dimenticavo: ovviamente ci ha riconsegnato il modulo da compilare per la richiesta del tempo pieno o del tempo normale, spiegando anche il motivo per cui si desidera eventualmente il tempo pieno.

CLICK PER NOTIZIE INCONTRO VIALE ROMAGNA DEL 25/5/2010 .......e non solo. CLICK PER NOTIZIE INCONTRO VIALE ROMAGNA DEL 25/5/2010 .......e non solo.
verbale assemblea           17/05/2010 verbale assemblea 17/05/2010
dal giornale gratuito METRO del 27/05/2010 dal giornale gratuito METRO del 27/05/2010
SE VUOI VOLANTINARE
Modello di volantino da compilare e distribuire davanti alla scuola
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E IN PARLAMENTO????

Sintesi dell'interrogazione al Governo svolta in Aula dalla Sen.
Marilena
Adamo in chiusura della seduta del 25 Maggio 2010

SCUOLA; DA GOVERNO DIVIETO DI RIFERIRE A GENITORI VERITÀ SU
ISTITUTI
Dichiarazione della senatrice Marilena Adamo, (PD)

"Da giorni nelle scuole italiane ai dirigenti scolastici stanno arrivando circolari intimidatorie che hanno per oggetto il divieto agli insegnanti di informare i genitori della reale situazione finanziaria e di organico delle scuole, di informarli, cioè, di quello che li aspetta il prossimo anno". Lo dichiara la senatrice Marilena Adamo.

"Il ministro Gelmini - spiega Adamo - dovrebbe sapere che se i genitori hanno maturato solo adesso la gravità della situazione, è proprio perché insegnanti e dirigenti scolastici l'anno scorso hanno tamponato
finché hanno potuto. Ma adesso, che siamo alla 'canna del gas' in tutta Italia sono inevitabilmente in corso mobilitazioni, feste per raccogliere fondi,
denunce, petizioni e raccolte di firme. Il governo, invece di confrontarsi e di risolvere questa situazione, scrive agli insegnanti e ai dirigenti
per invitarli a non parlare di queste cose con i genitori, a non dire la verità.
Ci manca solo che si torni ai cartelli del ventennio fascista: 'Qui non si parla di politica'".
"Si tratta di fatti gravissimi - conclude la senatrice - che spero non siano riferibili al ministro, ma a qualche burocrate troppo zelante.
D'altra parte, tra grembiulino, maestro unico e voto in condotta, ci mancava l'iniziativa sul 1° ottobre come giorno di rientro a scuola.

Insomma: avanti verso gli anni Cinquanta. E speriamo di fermarci lì".

Sen. Marilena Adamo